Il dolore dal punto di vista del neurologo

Il Dr. Gionco Maurizio, medico chirurgo specializzato in Neurologia , ci spiega le dinamiche della percezione del dolore e le sue implicazioni neurologiche.

Il dolore è un naturale meccanismo di difesa, un sistema di allarme che avvisa il cervello di un problema.
Da qualunque parte del corpo provenga, è sempre il cervello che percepisce e interpreta il dolore, così come ogni altra sensazione fisica, piacevole o fastidiosa che sia.
In presenza di un problema locale, si attivano le risposte difensive e riparative. Ottenuta la guarigione, in maniera naturale o con trattamenti specifici, il dolore passa, di solito.
Ma non sempre. Ad esempio, se l’infiammazione interessa le fibre nervose sensitive, come avviene nelle infezioni erpetiche, può residuare una nevralgia che richiede cure neurologiche. In altri casi, il dolore parte dai nervi periferici lungo il loro decorso, o dalle loro radici a livello della colonna vertebrale. Ci sono anche malattie neurologiche in cui il dolore parte dal cervello.
Al di là delle numerose cause di dolore, ovviamente da indagare e da trattare, è fondamentale capire com’è percepito soggettivamente il disturbo. La sofferenza fisica, di qualsiasi natura essa sia, si accompagna sempre a una reazione umana emotiva complessa che comprende tristezza, rabbia, paura, ansia. Nel caso del dolore cronico, questi disturbi contribuiscono in misura significativa al peggioramento globale della qualità di vita, per cui vanno curati parallelamente, con terapie mediche ed eventuale supporto psicologico. Chi ha un cervello emicranico, tipicamente ipersensibile, tende a percepire tutto in maniera amplificata e a patire maggiormente. Talvolta trasforma addirittura in dolore uno stimolo non doloroso.
Se una sensazione dolorosa non passa entro poche settimane o mesi, il cervello prova a mascherarla, poi inizia a considerarla abituale e alla fine la sente anche quando non c’è. Questo significa che la centralina cerebrale è iperattiva ed è lì che si deve agire, con adeguate terapie neurologiche. L’assunzione eccessiva di antidolorifici favorisce la cronicizzazione e peggiora il problema. Il cervello emicranico estende il dolore dalla testa ad altre parti del corpo, al collo, a tutta la schiena, agli arti, dovunque. La fibromialgia, l’emicrania cronica e alcuni dolori distrettuali, ancorché limitati alle zone più sensibili del corpo, hanno spesso alla base un’alterata percezione nervosa cerebrale. Oltre ai trattamenti locali e alla rimozione delle cause del dolore, è quindi necessario impostare una rimodulazione nervosa centrale.

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