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Vulvodinia: cos’è e come si cura

Scopri tutto ciò che è utile sapere per riconoscere la vulvodinia e come si cura

Hai sentito parlare spesso di vulvodinia ma non sai esattamente cosa sia? All’improvviso ti sopraggiungono dolori vaginali che ti impediscono di vivere la giornata serenamente, di andare in palestra o anche solo di alzarti dal letto e non sai cosa fare né a chi rivolgerti? La tua compagna ha cominciato a soffrire di dolori vaginali e non sai come aiutarla? Pensi possa essere vulvodinia? O più semplicemente vuoi sapere che cos’è la vulvodinia e come si cura?
Non ti preoccupare, in questo articolo cercherò di fornirti le informazioni necessarie sulla vulvodinia, cos’è e come si cura.
Prenditi cinque minuti per leggere questo articolo. Ti assicuro che scoprirai che la vulvodinia è più diffusa di quanto immagini e che ci sono molti modi per curarla e migliorare la qualità di vita di chi ne soffre.
Scoprirai tutte le informazioni che ti potranno essere utili per capire quali sono le cause della vulvodinia, chi colpisce, quali siano i sintomi e a chi rivolgersi per una diagnosi corretta. Ma soprattutto scoprirai come affrontarla.
Buona lettura!

Cos’è la vulvodinia: tutte le informazioni necessarie per riconoscerla

Per poter comprendere cos’è la vulvodinia e come si cura, partiamo dal significato etimologico del termine “vulvodinia”, perché questo ci aiuta a focalizzarci sulla problematica e poi sugli studi medici nel campo della vulvodinia, quando è stata scoperta e a che punto è attualmente la ricerca.

Etimologia del termine: cosa significa vulvodinia?
Il termine “vulvodinia” è composto da due parole, “vulvo” che identifica l’apparato genitale esterno femminile (la vulva) e poi il suffisso “-dinia” che, in linguaggio medico, viene utilizzato per definire il dolore.
Quindi la vulvodinia è un disturbo vulvare che è caratterizzato da uno stato doloroso, in assenza di alterazioni clinicamente visibili, non riconducibili, per esempio, a vaginiti o candida e che perdura per un lasso di tempo di almeno tre mesi.
In genere questo stato doloroso può essere continuativo oppure può essere occasionale, quindi episodico. E questo è anche il motivo per il quale la natura inaspettata del dolore genera nella donna affetta da vulvodinia una situazione di continuo allarme e timore di programmare anche un weekend al mare per la paura di subire un attacco doloroso che le impedisca addirittura di camminare.
Ti sembra familiare? Non preoccuparti, non sei sola. Continua a leggere e scoprirai come puoi migliorare la tua qualità di vita.

Definizione medica di vulvodinia. A quando risale la prima scoperta della vulvodinia?

Negli ultimi anni si sta parlando sempre più spesso di vulvodinia, grazie al fatto che diverse persone famose hanno avuto il coraggio di raccontare la propria esperienza personale, sia diretta sia indiretta e hanno cominciato ad abbattere il tabù legato, evidentemente, a questo tipo di disturbo femminile, ancora poco conosciuto.
Ma quando è stata scoperta la vulvodinia?
Per la verità, la vulvodinia come malattia è comparsa nella letteratura medica già verso la seconda metà del 1800, come un’ipersensibilità della vulva, senza, tuttavia, alcuna visibile manifestazione esterna della malattia.
Per diverso tempo non si è più parlato di vulvodinia, fino al 2004 circa, quando è stata coniata una nuova definizione di vulvodinia, cioè di una sindrome dolorosa complessa, relativa alla zona vulvare, non sostenuta da alterazioni clinicamente visibili e caratterizzata da sensazioni di bruciore e dolori cronici.
Ad oggi, l’abbattimento del tabù legato a questa condizione e la diffusione delle donne affette da vulvodinia hanno determinato il proliferarsi di associazioni a tutela della donne affette da vulvodinia e di proposte anche di carattere parlamentare per far sì che la vulvodinia possa essere riconosciuta come una malattia invalidante.

Cause della vulvodinia

vulvodinia cos'è e come si cura

Dopo aver compreso cos’è la vulvodinia e a quando risale la prima definizione medica di vulvodinia, proviamo a concentrarci sulle cause che la scatenano.
La letteratura medica sulla vulvodinia non ha una risposta univoca a questo quesito, perché ci sono diversi fattori scatenanti.
Alcuni ritengono che la vulvodinia non sia causata da infezioni attive o allergie.
Altri ritengono che causa della vulvodinia sia un fattore psicologico, un qualche evento traumatico scatenante il dolore pelvico.
Altri ancora ritengono che la vulvodinia sia causata dalla combinazione di più fattori scatenanti, collegati tra loro.
Sicuramente non è una malattia sessualmente trasmissibile.
Pare che la combinazione di più fattori concomitanti sia, comunque, la causa più accreditata della vulvodinia, intesa come combinazione di fattori genetici, fattori ormonali e fattori psicologici, concomitanti tra loro.
Durante la mia esperienza professionale ho avuto modo di approfondire il tema della vulvodinia, riscontrando che nelle donne che ne sono affette, si genera spesso una sorta di circolo vizioso, per cui la paura di sentire dolore innesca meccanismi che fanno aumentare la tensione muscolare del pavimento pelvico che aggrava o addirittura genera il dolore pelvico.

Chi colpisce la vulvodinia

Abbiamo quindi scoperto cos’è la vulvodinia e quali possano essere le cause scatenanti.
Ma chi colpisce la vulvodinia?
Secondo recenti studi, la vulvodinia colpisce donne prevalentemente in età fertile, tra i 18 ed i 40 anni.
Tuttavia è stato riscontrato che possano soffrire di vulvodinia anche bambine e donne in età pre-menopausa ed in menopausa.
Per cui se rientri in questa fascia di età e hai già avuto episodi di dolori lancinanti al tuo apparato genitale esterno, del tutto inaspettati ed improvvisi oppure persistenti, continua a leggere questo articolo. Scoprirai quali sono i sintomi più frequenti della vulvodinia e cosa fare per una diagnosi specifica.

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Sintomatologia e diagnosi della vulvodinia

vulvodinia cos'è e come sicura sintomi e diagnosi
Come è stato sopra accennato, la vulvodinia è un disturbo vulvare che spesso causa sintomi dolorosi. Ma quali sono questi sintomi? Come si manifesta la vulvodinia? E’ importante cercare di comprendere quali sono i segnali della vulvodinia. E soprattutto cosa fare per una corretta diagnosi. I sintomi della vulvodinia sono molteplici e dipendono molto dal caso specifico. Ad ogni modo, tra i sintomi più diffusi con cui si manifesta la vulvodinia ci sono:
  • forte dolore pelvico del tutto inaspettato ed improvviso che può diventare continuativo;
  • forte bruciore;
  • dolore durante i rapporti sessuali;
  • arrossamento;
  • punture di spilli;
  • scosse;
  • irritazione
Quando si manifestano questi sintomi, escluso il caso in cui siano occasionali, cioè limitati ad un caso isolato e mai più verificato, è opportuno rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia oppure ad una sessuologa, o più in generale, ad uno specialista che tratti la vulvodinia. La vulvodinia è una situazione complessa e per tale motivo è difficile da diagnosticare. La prima visita dallo specialista in vulvodinia, consiste nello scambio di informazioni che porti alla luce la problematica, con una corretta descrizione di sintomi percepiti, della durata, delle situazioni in cui tali sintomi presumibilmente riconducibili alla vulvodinia si manifestano. Si cerca di indagare sullo stato di salute pregresso ed attuale, sulla familiarità a talune patologie piuttosto che ad altre. Dopodiché viene eseguita una visita mirata alla valutazione del pavimento pelvico e della dolorosità, tendenzialmente da una scala da 0 a 10, possibilmente effettuando dei test clinici in modo da escludere la presenza di altre patologie che possano giustificare tale dolore. Non sentirti spaventata da questo tipo di visita, cerca di affrontarlo con serenità e tranquillità e soprattutto con naturalezza, perché il professionista è lì per ascoltare il tuo problema e aiutarti a trovare una soluzione che possa migliorare la qualità della tua vita.

Come si cura la vulvodinia: quali sono i rimedi attualmente più efficaci

Ci sono diversi rimedi per curare la vulvodinia o comunque per ridurre il più possibile la sintomatologia dolorosa. Possono risultare molto utili alcuni accorgimenti quotidiani che aiutano sensibilmente e poi, in alcuni casi, può essere necessario l’utilizzo di farmaci prescritti dal medico, solo dopo aver verificato che non ci siano altre patologie in essere.

Accorgimenti quotidiani per curare la vulvodinia

Innanzitutto, ci sono degli accorgimenti da tenere sempre in considerazione nella vita quotidiana che aiutano a ridurre la sintomatologia dolorosa.
Tra questi possiamo annoverare i seguenti:

    • utilizzare abbigliamento comodo e non troppo aderente e soprattutto biancheria intima di cotone bianco;
    • evitare utilizzo di assorbenti igienici interni, preferendo quelli igienici esterni possibilmente di cotone;
    • evitare prodotti igienici aggressivi o che contengano alcool e profumi, optando per prodotti per pelli delicate;
    • evitare di svolgere attività fisica che possa causare sfregamento della vulva, tipo andare in bicicletta, o a cavallo o in motocicletta;
    • provare a dormire senza biancheria intima;
    • evitare di stare sempre seduti e utilizzare un cuscino a ciambella;
    • cercare di condurre una vita meno stressante possibile perché lo stress è considerato una delle cause della vulvodinia, ovviamente associata ad altri fattori.

Farmaci 

Gli accorgimenti sopra descritti dovrebbero essere comunque sempre seguiti a prescindere dalla necessità o meno di una cura farmacologica prescritta dal medico di fiducia.
Ad ogni modo, a seconda del caso concreto e del grado di sintomatologia dolorosa, è possibile che il medico possa prescrivere, in associazione agli accorgimenti sopra descritti, l’uso di antidepressivi o anticonvulsionanti, in modo da tenere sotto controllo il dolore nel caso in cui diventi cronico.
Ci sono anche delle cure farmacologiche locali che potranno essere prescritte laddove il medico lo ritenga opportuno. In genere tra gli anestetici locali più utilizzati troviamo la lidocaina in gel o crema da applicare direttamente sulla vulva.

Curare la vulvodinia con il Metodo TESIPRA: protocollo innovativo di terapia integrata

Nel corso della mia esperienza professionale, ho seguito molte donne affette da vulvodinia e ho cercato di aiutarle ad accettare la diagnosi di vulvodinia, proponendo loro anche un protocollo di terapia integrata che ho elaborato nel corso di oltre 10 anni di lavoro e di esperienza sul campo. Questo metodo si chiama TESIPRA. In cosa consiste il metodo TESIPRA?

  • Approccio psicosessuologico (mansionale secondo Kaplan);
  • Approccio sessoanalitico
  • Riabilitazione del pavimento pelvico
 Ho utilizzato su molte donne affette da vulvodinia questo metodo, riscontrando ottimi risultati. Alcune donne si erano rivolte a me perché manifestavano dolore durante i rapporti sessuali da oltre dieci anni senza riuscire a risolverlo. Nel corso della prima visita, ho diagnosticato loro la vulvodinia e da quel momento, abbiamo intrapreso insieme il percorso di riabilitazione del pavimento pelvico, con risultati inaspettati, ritrovando la corretta e sana intimità con il proprio partner e soprattutto migliorando la qualità di vita.

Ulteriori considerazioni sulla vulvodinia, cos'è e come si cura

Non dimenticare però che ogni caso è a sé, andrà valutato nello specifico dal professionista che si occupa di vulvodinia, e ogni situazione merita un approfondimento dedicato perché nessuna donna ha le medesime caratteristiche fisiche e psicologiche.
Per cui se pensi di soffrire di vulvodinia, rivolgiti ad uno specialista, che possa essere il tuo ginecologo di fiducia o un sessuologo al quale rappresentare la tua problematica per cercare insieme di migliorare la tua vita.
Se ha necessità di una consulenza sessuologica per capire se soffri di vulvodinia o di qualsiasi alta problematica sessuale, contattami al Form che troverai qui sotto.